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Omelia Solennità SS. Pietro e Paolo- 2011

Lanciare le reti nelle acque più profonde
Osare per Gesù!

 

 

nº 1036
Omelia Solennità S. Pietro e S. Paolo

29.6.2011

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

 

Le due colonne della Chiesa

 Gesù e i suoi apostoli

 

Gesù ha assunto la nostra umiltà. Per realizzare la sua missione ha scelto uomini umili. Anche se Paolo era più colto restava sempre umano e soggetto a fragilità. Quando Gesù vuole sapere cosa pensano di Lui, ha nei suoi discepoli la risposta che è l’inizio della Chiesa,  perchè la loro risposta non proveniva dall’uomo ma da Dio. Anche oggi, quando crediamo è perchè Lui provoca in noi la fede: “molti crederanno in me mediante la loro parola"  (Gv. 17.20). Nella fragilità della sua missione, Gesù conta con la fragilità dei discepoli perché la sua Chiesa si fondi in Dio e non nella sapienza umana. Perché Gesù ha avuto bisogno della professione di fede di Pietro? Il nome Simone significa docile alla Parola. La sua fede docile è roccia solida sopra la quale è stata costruita la Chiesa. Possiamo anche dire che la fede umile del popolo è il sostegno della Chiesa. Sopra di essa si edifica costantemente la Chiesa. Pietro e Paolo ci daranno le primizie della Chiesa (preghiera di Colleta). Tutto ciò che legherete in terra sarà legato anche in Cielo. Coloro che possiedono questa fede aprono il cammino della salvezza, mossi dallo Spirito, sostenuti dal Padre e guidati da Gesù. La predicazione degli apostoli continua la missione di Gesù che agisce per la nostra salvezza. Per questo Gesù protegge e insegna ai dodici, uomini scelti per la missione , tra i figli della prommessa  e tra i popoli venuti dal paganesimo. Pietro è liberato dalla prigione in modo misterioso (At. 12, 9-11). Sono stati gli angeli, o persone come angeli? Certamente i cristiani continuano questa missione e, attraverso la fede liberano  le persone dai loro grovigli. Paolo sa che il Signore stava con lui e lo liberò dalla bocca del leone. Il Signore libera sempre da ogni male (2 Tim 4,17). La Chiesa ha coscienza della presenza del Signore, che la libera da ogni male attraverso la purificazione. Per quanto peccatori siano i suoi seguaci, Gesù accetta e accoglie la loro professione di fede. E’ ciò che disse a Pietro nell'ultima cena: “Simone, Simone,.ascolta! Satana ha ottenuto il permesso di vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per te, perchè non venga meno la tua fede. E tu, quando sarai tornato, conferma i tuoi fratelli" (Lc 22,31). Dio conosce la nostra fragilità quando ci dà il dono della fede.

 

Una Chiesa da costruire

Marco scrive: gli apostoli “.se ne andarono a predicare dappertutto, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i segni che li accompagnavano” (Mc 16,20). Gesù  manda a fare discepole tutte le nazioni, battezzando e insegnando a osservare ciò che lui ha ordinato (Mt 28, 19-20). Costatiamo nella Chiesa una stanchezza davanti alla Parola e alla formazione nelle comunità. E’ una dolce illusione vedere una Chiesa piena, quando milioni sono fuori. Le grandi città non mancano di evangelizzazione. Ci sono molte parole e poca azione. La nostra Parola parte vuota e non provoca. Perché? L’accomodazione non ci salverà. Guardare le moltitudini e non avere compassione è, minimo, mancanza di intelligenza spirituale, per non dire diabolico.

 

Apostoli come loro

“L’Inferno non la vincerà”, neppure i seguaci del maligno. Ma è necessario rinnovare la Chiesa con l’insegnamento degli apostoli. Come loro abbiamo bisogno di avere coraggio di rischiare nell’evangelizzazione e cercare le cause dell’ateismo.  Operai senza vigore che si appoggiano sul vuoto. Abbiamo la sicurezza nella difficoltà, l’allegria nella fede e nell’insuccesso abbiamo la speranza. Ma è necessario seguire questi apostoli. Non basta garantire le difese della verità nella Chiesa. E’ necessario lanciare le reti nelle acque più profonde. E' necessario osare per Gesù!

 

 

Letture: Atti 12.1-11; Salmo 33;2Tm 4,6-8.17-18;
Vangelo: Matteo 16,13-19

 

 
 
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