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Omelia 2^ Dom. Quaresima - 4.3.2012



 

Dio ci convoca all’obbedienza del Figlio, il quale attraverso la Passione è giunto alla gloria della Risurrezione e ora nella Gloria continua la sua missione di salvatore.


 

nº 1106
Omelia 2^ Dom. Quaresima
 (04.03.12)
Pe. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista



 

Dio non ha risparmiato suo Figlio

Dalla Passione alla Gloria


 

Nella seconda domenica di Quaresima tutti gli anni si riflette sulla trasfigurazione del Signore. Il dramma della Passione e Morte del Figlio di Dio spaventa i discepoli. Gli evangelisti, tuttavia, raccolgono dalla vita di Gesù questo momento meraviglioso che è il preannuncio della Risurrezione. La Passione non è la fine, ma culmina nella gloria della vittoria totale sul male e sulla morte. Nella domenica passata abbiamo ascoltato il racconto delle tentazioni di Gesù, che è la descrizione dell’umanità sia del Figlio di Dio sia dei figli di Dio. La sensazione di fragilità è superata dalla gloriosa trasfigurazione.  In cima alla montagna i tre discepoli contemplano la divinità di Gesù.  Egli è circondato da Mosè , il più grande legislatore, e da Elia, il maggiore dei profeti, che rappresentano tutto l’Antico Testamento. Ma Ora il Figlio è la Profezia e la Legge. Davanti al piacere della presenza della divinità, Pietro vuole fare tre tende per rimanere nella bellezza di quel momento. Queste ricordano la festa delle tende che il popolo celebrava, ricordando il tempo passato nel deserto  e in cui fu data la legge .  I discepoli fanno l’esperienza di entrare nella nube, cioè alla presenza di Dio. In Gesù siamo alla presenza di Dio. Dalla nube esce la voce: “Questo è mio Figlio, il Diletto, ascoltateto” (Mc 9,7). La prima lettura ci ricorda la storia del sacrificio di Isacco. C’è una montagna e un uomo che ascolta Dio chiedergli un grande segno della sua fedeltà. Cerchiamo di non rimanere nel concetto di un sacrificio umano chiesto da Dio, ma di accogliere il segno dell’obbedienza di Abramo al quale Dio poteva arrivare a chiedere anche la consegna di ciò che gli era più prezioso. Per la sua obbedienza Dio gli restituisce il Figlio. Questa simbologia ci ricorda, però, che Dio stesso ha consegnato suo Figlio che “è stato obbediente fino alla morte e alla morte di Croce” (Fl 2,8). Nel discendere dal monte, Gesù parla della sua Passione e Risurrezione. La Passione si comprende nella Risurrezione. Preghiamo nel prefazio: “solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”



 
Cristo intercede per noi


 

Il Diletto, il Figlio che Dio ci comanda di ascoltare, è presente insieme al Padre a intercedere per noi (Rm 8,34). Anche noi siamo i figli amati, “poichè Dio non ha risparmiato il proprioFiglio, ma lo ha consegnato per tutti noi” (Rm 8,32). Egli intercede in nostro favore nel suo consegnarsi alla Passione e Morte, con le quali ci ha redenti e ora unito al Padre, continua il suo mistero di Redenzione come sacerdote eterno. La missione di redenzione continua. Nella lettera agli Ebrei leggiamo: “Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore” (Eb 7,25). Dalla Passione è arrivato alla gloria della Risurrezione e nella gloria del Padre continua la sua missione di salvarci.



 
Cammino Cristiano


 

La Parola di Dio ci mostra l’obbedienza di Abramo e ci convoca all’obbedienza del Figlio. Questa obbedienza non è ricevere ordini, ma avere l’orecchio aperto, saper ascoltare la Parola. Nella Colletta preghiamo: “O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito”.  L’obbedienza ci unisce al Figlio nella sua Passio e ci apre alla trasfigurazione in Cristo per trasfigurare  le realtà del mondo. Vivere nella gloria, non è una fuga dalla realtà, ma la comprensione della trasfigurazione del cristiano, come Cristo. Noi ci uniamo a Cristo attraverso i sacramenti che  ci lavano dai peccati e ci santificano per poter celebrare la Festa della Pasqua: “ Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdono dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito, perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali” (Offertorio). Ora sulla terra, partecipiamo gia delle cose del cielo: “ a noi ancora pellegrini sulla terra fai pregustare i beni del cielo” (dopo-comunione). La Campagna della Fraternità  vuole invitare alla salute fisica e spirituale, poichè un corpo sano in un’anima sana è il fine che Dio aveva  quando ci ha creato. Vivendo la Quaresima celebriamo già la Pasqua.

 

 

Letture: Gen. 22,1-2.9ª10-13.15-18; S. 115; Rom. 8, 31b-34;
Vangelo di Marco 9, 2-10


 
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