Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 2012 _ Pasqua _ Anno B Omelia 4^ dom. Quaresima - 18.3.2012
Omelia 4^ dom. Quaresima - 18.3.2012



 

Domenica “Laetáre”- La gioia proviene dalla certezza che Dio ci precede con il suo amore, perchè ci ha dato suo Figlio nel quale siamo salvati. Il peccato porta alla desolazione e alla morte, la morte di Gesù porta alla gioia e alla vita, perchè Egli è Risorto!

   

nº 1110

Omelia 4^ Dom. Quaresima

 (18.03.12)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

   

E’ per grazia che siete stati salvati

Dio ha tanto amato il mondo

 

L’alba del giorno è annunciata dai primi raggi e poi dallo splendore del sole...così anche la quarta domenica è come un raggio di gioia nel mezzo della Quaresima, che preannuncia già la festa di Pasqua che si avvicina. L’antifona invita alla gioia: (Laetáre, Ierúsalem) “Rallegrati Gerusalemme, e voi tutti che l’amate, riunitevi. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell’abbondanza della vostra consolazione”. (Is 66,10). Preghiamo nella colletta della messa: “concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina”. E’ questo, infatti, l’atteggiamento normale di chi si prepara con il cuore alle prossime feste pasquali. I testi di questa domenica ci portano la certezza che Dio ci precede con il suo amore. Il motivo della gioia è proprio il grande amore di Dio che si è manifestato in Cristo: “Dio ha tanto amato il mondo, da donare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. (Gv 3,10). La Pasqua di Gesù, anche se Lui è passato dal dolore della passione e della morte, è l’azione di Dio che ama e vuole la vita per tutti. L’amore di Dio non si impone, ma si propone con la conseguente salvezza di coloro che lo accolgono ed entrano nella dinamica dell’amore. Paolo, nella lettera agli Efesini, riconosce il motivo di questo amore gratuito di Dio: “ Dio è ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo per grazia siete salvati” (Ef. 2, 4-5). L’amore di Dio non è un sentimento di dolore, ma un atteggiamento che sgorga dall’abbondanza del suo essere misericordioso, che sa comprendere la situazione nella quale viviamo , come se  Egli stesso sentisse l’assurdo di questa nostra miseria. Perciò ci invia il Salvatore, Gesù Cristo, che rende concreta la misericordia attraverso la sua incarnazione, vita e morte. Gesù sentiva profondo dolore nel vedere le sofferenze delle persone. Per questo accoglieva, curava, perdonava e donava la vita. Chi non crede condanna se stesso perché non accetta la luce che mostra la malvagità delle sue opere. Malvagità che rifiuta la misericordia e si rifugia nelle tenebre.


                                       Rallegrati Gerusalemme 



La gioia di questa domenica viene  dalla ricchezza della salvezza esistente in Cristo per la sua risurrezione. Isaia narra che il popolo aveva gravemente peccato e questo aveva portato come conseguenza l’esilio di Babilonia che durò 70 anni. Fu visto come un castigo per non aver ascoltato i profeti e aver continuato a peccare. Se avessero ascoltato, non avrebbero commesso tanto male. Il peccato distrugge la vita, come leggiamo nel brano del serpente di bronzo. Ma nonostante tutto questo non è negata loro la salvezza. Chi guarda il serpente di bronzo sarà guarito. Allo stesso modo, chi guarda con Gesù attraverso la fede, riceve anche lui la vita, perchè Dio non ha inviato suo Figlio per condannare il mondo, ma perchè il mondo si salvi per mezzo di Lui (Gv 3,17). Questa è la grande allegrezza che ha colui che crede e che celebra la festa di Pasqua. E’ la gioia del popolo che riceve gratuitamente il diritto di tornare dall’Esilio. Il salmo riflette  il cuore addolorato del popolo in esilio (S. 36). E’ stato necessario soffrire per imparare. Ma Dio è buono

 

Le opere buone

 

Ringraziare Dio è avere il cuore pieno di fede che accoglie la redenzione portata da Gesù. Avvicinarsi alla Luce è praticare il bene: “Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv 3,21). La vita di fede ci unisce a Cristo e alla sua risurrezione: “Dio ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia...siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perchè noi le praticassimo” (Ef 2,6-8). La liturgia di oggi ci insegna ad accogliere la salvezza con gioia. E’ la stessa gioia di ogni celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo.

 

                   Letture: 2 Cron. 36, 14-16.19-23; S. 136; Ef. 2, 4-10;
                                   Vangelo di Giovanni 3, 14-21

 
© Copyright 2023/2024 - EssereCristiani.com - Tutti i diritti riservati
Realizzazione CMS

Banner