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Omelia 5^ Dom. Quaresima - 2.4.2017



La  risurrezione di Lazzaro proclama il nucleo della vita e missione di Gesù: essere vita e darla a chi ha fede

nº 1636

Omelia 5^ dom. Quaresima

(02.04.17)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Non morirai per sempre

Gesù è la vita

Il salmo “de profundis” (S 129), dal profondo a te grido, Signore, ascolta la mia voce, rivela la consapevolezza della presenza del dolore, del male e della morte. La nostra vita, a volte, ci porta vicino alla morte. Il salmo riafferma la speranza: “Nel Signore pongo la mia speranza, spero nella sua parola”. Il cristiano non teme la morte  né  gli strumenti di morte. Sceglie la Vita. Gesù è la Vita. Il racconto della risurrezione di Lazzaro proclama il nucleo della vita e missione di Gesù: essere vita e darla a tutti. Egli dirà:” Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Gesù aspettò che Lazzaro morisse. Avrebbe potuto evitarlo, ma preferì mostrare che il Signore è la Vita. Questa vita è data a chi ha fede. Marta crede nella risurrezione dopo la morte. Ma Gesù dà la vita ora: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?” (Gv 11,25-26). Marta risponde: “Credo fermamente che Tu sei il Messia, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo” (27). Questo miracolo di Gesù preannuncia la sua Risurrezione. È fondamentale per la fede cristiana credere che Gesù risuscitò da morte. Gesù è l’Acqua Viva, è la Luce, è la Vita. Tutto questo ci  dà il Battesimo. La risurrezione di Lazzaro è la migliore garanzia che Gesù è il Signore della vita divina in noi. È la spiegazione di quello che avviene in noi nel Battesimo. Da questo sappiamo che siamo nuove creature, perché siamo nati di nuovo per la Vita Eterna. La vita eterna non è una destinazione ventura, ma inizia qui con il Battesimo e  si alimenta con i sacramenti che riceviamo, in modo particolare con l’Eucaristia.

Lo Spirito darà la vita

Preghiamo: “avendo compassione dell’umanità che si trova nella morte a causa del peccato, per i suoi sacri misteri Egli ci eleva al Regno della Vita Nuova”. E il risultato della Risurrezione di Gesù è: dare la vita a coloro che sono nella morte del peccato a garanzia della Vita Eterna per coloro che credono e sono battezzati. Lo Spirito Santo ne è il garante: “Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia.” (Rm 8, 10). Lo Spirito vivifica i nostri corpi. La vita eterna è la presenza di Dio in noi. La vita cristiana  è un dono che riceviamo a cui dobbiamo corrispondere attraverso i nostri comportamenti. Perciò diciamo Spirito Santo Santificatore. La santificazione è l’azione di Dio e la promozione dell’amore che trasforma il dono in azione. Paolo dice che “la fede opera attraverso l’amore” (Gal 5,6). Dobbiamo evitare  l’idea che lo Spirito Santo è soltanto un mero distributore dei doni al nostro servizio.

Camminare con lo stesso amore

L’orazione della messa presenta il modo di seguire Cristo. Come lui ci ha invitato a prendere la croce e segurLo, invita anche noi a assumere la sua mentalità: vivere nell’amore, dare la vita per amore. Il seguire Cristo è sostenuto dalla pratica dei sacramenti, come preghiamo nel Prefazio: “Dio e Signore della vita,…oggi estende a tutta l'umanità la sua misericordia, e con i suoi sacramenti ci fa passare dalla morte alla vita”. La fede in Gesù risuscita dalla morte del peccato, ci dona la Vita di Gesù che è Vita Eterna. Tutto il processo di vita che il mondo tanto cerca, nasce da questa Vita Nuova. Normalmente facciamo una separazione tra vita spirituale e vita umana. Questa dicotomia è deteriore e distrugge l’integrità della persona.

 

Letture: Ez. 37,12-14; Salmo 129/; Rom. 8,8-11;Gv 11,1-45





 
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