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Omelia 5^ Dom.di Pasqua 14.5.2017




Per lo sviluppo della comunità si creano servizi che devono sempre restare in evoluzione. La comunità senza servizio è solo una fantasia.

nº 1648

Omelia 5^ domenica di Pasqua

(14.05.17)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Siete una Nazione Santa

Molte dimore!

Lungo il corso di queste domeniche pasquali gli evangelisti stanno disegnando una figura di comunità alla luce della Risurrezione di Gesù. In poche parole, riassumono anni di crescita, inventiva apostolica e risposte alle grandi questioni nelle quali la comunità si trovava. Siccome non avevano i testi dei vangeli e le lettere, i primi cristiani ricordavano le parole di Gesù a memoria, e intorno ad esse, costruivano gli orientamenti, inoltre erano assidui agli insegnamenti degli apostoli, alle riunioni in comunità, alla frazione del pane e alle preghiere (At 2,42). Erano un vangelo vivo. La comunità finiva per essere come uno specchio della vita futura. Gesù dice che ci sono posti per tutti in cielo. Preparati accuratamente da Lui. Il modo per arrivare là è essere uniti a Lui che è il cammino, la verità e la vita (Hv 14,6). Egli è la strada e lo specchio del Padre. Chi Lo vede, vede il Padre. Essere uniti a Cristo per la fede, è fare questo cammino, realizzare questa verità e vivere questa vita.  In questo modo il fedele partecipa alla vita del Cristo e fa quello che Lui faceva e anche di più, perché Gesù, unito al Padre, è la vita del discepolo che ha creduto (Gv 14,12).

Comunità che cresce

Ma la comunità deve organizzarsi nella situazione in cui vive. I discepoli, interpretando la missione che Gesù gli aveva consegnato, istituiscono i diaconi per il servizio delle mense. La comunità senza servizio è una fantasia. La fede si incarna nel mondo in quello che vivono i discepoli. Essa è sociale, incarnata e trasformatrice. La Fede che non guarda in giro non vede Dio. La fede solo dei princìpi senza la pratica è  sterile, non produce  (Gc 2,17). È molto pericoloso spiegare la santità della Chiesa prendendola dalla realtà. Questo è quello che chiamiamo spiritualismo. È il tipico modo egoista di vivere la fede. Penso a me stesso!. Questo non è il  modo di vivere di Gesù. Egli è lo specchio. Dobbiamo camminare come Lui. Lo spiritualismo è presente in molti modi di organizzare la comunità, e nelle molte spiritualità esistenti, movimenti e altro che pullulano nel terreno della Chiesa. Prendere la fede dalla realtà è negare l’incarnazione e la vita di Gesù. Egli ha seguito il suo popolo, ma fu capace di presentare un rinnovamento affinché la fede non fosse solo un ammasso di regole, ma fonte di vita. Perciò sono necessari i diversi servizi che si organizzano. Essi non sono eterni. Possono verificarsi cambiamenti, adattazione e anche la nascita di nuovi servizi.

Santa e peccatrice

Nonostante tutto questo la comunità è santa, perché è fondata in Cristo e unita, come pietre vive, formando un edificio spirituale. Essa presta culto a Dio. È sacerdotale. Per restare unita a Cristo e agli altri fratelli, è santa. Il popolo di Dio è santo. Il santo non è quello che non sbaglia mai, ma proprio perchè sbaglia, può crescere  e produrre frutti di conversione. La Preghiera Eucaristica V, dice: “la Chiesa è santa e peccatrice”. Santa in quanto viene da Dio; peccatrice in quanto è marcata dal peccato  e si trova dunque in condizione di poter crescere sempre di più. Peccatrice perchè sbaglia nel vivere la fede mescolata con la mentalità del mondo. Pietro dice nella sua lettera: “in essa inciampano coloro che non accolgono la Parola” (1 Pt 2,8). Tutti i fedeli sono chiamati alla santità. Ciascuno a suo modo e secondo la sua condizione di lavoro, stato civile, età e sapienza. Dio vuole che tutti siano santi. Per questo ci apre il cammino  attraverso Cristo, ma nella comunità, come pietre vive dell’edificio spirituale. Questa santità anche deve uscire dai nostri concetti esclusivisti, come se avessimo noi la ricetta. Ci sono molte santità che non hanno il nostro timbro, ma hanno il marchio di Gesù. Dov’è l’Amore li c’è Dio.

 

Letture: At. 6,1-; Salmo 32; 1Pt. 2,4-9;Gv.14,1-12




 
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