Essere Cristiani

Muraglie contro la Fede Cattolica

  1.  Cosa è contro la fede cattolica, Le muraglie innalzate contro Gesù e contro il suo insegnamento

Presentiamo in modo schematico alcuni problemi culturali del nostro tempo, evidenziati nei discorsi che riportiamo in nota. Li estrapoliamo per metterli alla nostra attenzione, affinché ci siano di guida nelle nostre meditazioni spirituali e nelle nostre riflessioni culturali.

Problemi esterni

Lo scientismo ateo
La secolarizzazione
L’oblio dell’idea di eternità
Il razionalismo

Problemi interni

La de-ellenizzazione del cristianesimo: tentativi che avvengono in tre ondate:

  1. XVI secolo, riforma protestante
  2. La teologia liberale del XIX e XX secolo
  3. Richiesta di tornare indietro a prima dell’incontro del cristianesimo col mondo greco

A mio parere la grande radice del problema, sul cui albero sono nate le ramificazioni appena nominate, è la “contrapposizione”, come status della logica culturale del nostro termpo; posizione ereditata dal pensiero protestante fin dall’inizio del secolo scorso (1900). [cfr.- il teologo luterano svedese: Anders Nygren,“Eros e agape”]
Con tali influenze e grazie agli apporti della logica simbolica di Wittgenstein, si è venuta sempre più affermando una cultura dell’aut/aut, delle antitesi, e questo forse anche in ambito teologico.
Il protestantesimo si inserisce bene nell’ambiente delle “contrapposizioni”, delle antitesi o dell’aut-aut. Mentre il cattolicesimo , nella sua essenza, invita a scegliere sempre la via della conciliazione, essendo più vicino, per sua natura, alla proposizione logica di Wittgenstein dell’et/et, tentando sempre di salvare e la barca e i suoi passeggeri, tanto per fare un esempio.

La cultura del nostro tempo, dominata dall’abitudine alla contrappo-sizione, sembra volerci sempre mettere difronte a scelte laceranti:
o Dio o l’Uomo, presentando i due, più o meno volutamente, come in contrapposizione. I due, invece, non si annullano ne si contrastano ma si compensano e si richiamano .
Oppure: o la fede o la scienza, mentre le due non si contrappongono ma si completano.
O ancora: o l’eternità o il tempo, mentre i due, invece, sono complementari. Ciascuna di queste realtà è il prolungamento dell’altra.

(Testi: Benedetto XVI – discorso a Regensburg 2006; e Prediche d’Avvento 2010 di p. R. Cantalamessa, in Vaticano)

SCIENTISMO – No a Dio

Lo scientismo, ad opera di alcuni scienziati atei, ma non tutti lo sono, non accetta altre forme di conoscenza all’infuori delle scienze positive. Conoscenze come quella: religiosa, teologica, etica ed estetica, vengono relegate nell’immaginazione, in quanto, per loro, non hanno una base verificabile e misurabile.

Il credo moderno dello scientismo ateo risulta essere il seguente:

♠ -“La scienza e in particolare la cosmologia, la fisica e la biologia, sono l’unica forma oggettiva e seria di conoscenza della realtà” ( J. Monod)

♠ – La scienza ha dimostrato la falsità, o la non necessità dell’ipotesi di Dio creatore (S. Hawkins), la “creazione spontanea” è la ragione per cui esiste qualcosa.

Lo scienziato non può affermare nulla riguardo a Dio e alla Fede, perché ciò esula dal suo metodo scientifico basato sull’osservazione e sulla misurazione. Non può né affermare né negare. Solo come uomo può dire qualcosa su Dio, può parlare della sua posizione nei confronti di Dio, la quale non sarà scientifica, perché non dimostrabile, ma solo personale, dunque, soggettiva.

Nello stesso tempo anche il teologo non può fare affermazioni che riguardino la scienza positiva, perché anche per lui ciò esula dal suo metodo. Egli si muove in un altro settore della conoscenza. I dati che provengono dalla scienza positiva, riguardano la ricerca dell’antecedente costantemente osservato, e servono anche alla filosofia per porsi le sue domande ed avviare la sua ricerca, quella delle cause ultime del reale. Utilizzando gli strumenti (scientifici) della ragione e dell’Intelletto, quelli in base ai quali l’uomo pensa, noi pensiamo, tutti pensano. Gli strumenti logici della ragione, usati da tutti: sia scienziati sia filosofi, di tutti i tempi, sia anche dall’uomo qualunque, perché sono costituzionali all’essere umano, se negati non consentono più all’uomo di dire qualcosa o di fare alcuna affermazione vera. Strumenti che una “falsa filosofia” ha voluto negare. Nella “Fides et ratio”, leggiamo invece che gli strumenti logici del pensiero quali: i principi di non contraddizione, di finalità, di causalità” costituiscono “nonostante i progressi del sapere, un nucleo di conoscenze filosofiche la cui presenza è costante nella storia del pensiero…in cui è possibile ravvisare una sorta di patrimonio spirituale dell’umanità” (n. 4).

Mi sembra di vedere oggi che la critica al cristianesimo è sostenuta solo dalla “negazione”, cioè dallo screditare tale sapere, non potendolo confutare in altra maniera valida. E al posto della Verità del cristianesimo si mettono dei “fantocci”, che soddisfino l’immediato, senza dare un senso sostanzioso all’intelligenza umana, tale da sostenerla nel suo cammino verso Dio.

Non basta dire l’ipotesi di un creatore è falsa e che tutto viene dal caso (creazione spontanea), [è già da un bel pezzo che i cattolici non credono più al caso: nè a livello fisico nè a livello spirituale, ma qualcuno tenta ancora di propinarlo, supponendo, erroneamente, che l’ignoranza imperante abbia raggiunto anche tutti i cattolici], perché questo è falso ed indimostrabile, anzi urta contro la conoscenza dell’uomo comune, che tutti noi abbiamo o ci possiamo fare della realtà. Dal nulla non viene nulla, se sorge qualcosa dal nulla è perché prima c’era qualcosa (per l’appunto Dio), che doveva essere, esistere e pensare, per ordinare il mondo tale quale noi lo conosciamo. Semmai la domanda di tutti i tempi, dai primitivi all’uomo di oggi, è stata: che cos’è questo Qualcuno da cui tutto è dipeso? Sono state date risposte differenti, ma tutte ricorrono a un Dio creatore e ordinatore del cosmo. Chi sia questo Dio l’uomo lo sa per Rivelazione, che è fatto storico (che gode della “scientificità” o metodologia dei fatti storici), dei cui eventi moltissimi sono stati testimoni e ne hanno dato testimonianza, creando delle istituzioni che esistono ancora ai nostri giorni e che affascinano ancora. In questa Rivelazione Cristiana moltissimi hanno creduto anche moltissimi di quelli che esercitavano la professione di scienziati.

Il salmista afferma: “lo stolto dice: Dio non esiste”

Se noi oggi non riusciamo a livello scientifico a spiegare molte cose, facciamo ricorso al “caso” (impropriamente), ma come diceva il Card: Newman: “casuale è solo per noi non per Dio”. Niente avviene per caso, a questo mondo. Questa è una delle grandi testimonianze del cattolicesimo.

Inoltre la posizione dell’uomo, in questo scientismo ateo, comincia a essere preoccupante. Perché se togliamo anche l’uomo dal centro dell’universo, viene tolto anche Cristo. Gli animali e i loro diritti sembrano diventare più importanti di quelli dell’uomo. “Sembra che oggi si prenda gusto a “deprimere” l’uomo e spogliarlo di ogni pretesa di superiorità sul resto della natura” (p. Cantalamessa art. citato).

L’antica armonia che vedeva Dio al centro del Cosmo, venne capovolta dal cosiddetto “umanesimo”, e il posto di Dio venne preso dall’Uomo, ora invece il posto dell’Uomo, viene preso dalle cose, o meglio è il Cosmo che se ne riappropria.

“Per certi aspetti si tratta del ritorno alla visione pre-cristiana che aveva come schema: Dio – Cosmo – Uomo, e alla quale la Bibbia e il cristianesimo opposero lo schema: Dio – Uomo – Cosmo. In altre parole, il cosmo è per l’uomo, non l’uomo per il cosmo” (p. Cantalamessa, art. citato)

Per quanto l’uomo è sovrastato dalla potenza della natura, con una forza molto più grande della sua, egli con il “dono” costituzionale della sua intelligenza, che lo differenzia dal resto del creato, (sensitivo e vegetativo), è in grado di dominare la potenza della natura, e limitarne rischi e pericoli. Come tentano di fare, ad esempio, tutte le organizzazioni di protezione civile, impiegando la scienza nel senso appropriato: conoscenza delle leggi che governano la natura, per difendersi e utilizzarle in favore dell’umanità. Questo è il vero compito della scienza. Affermazioni sensazionalistiche sulla non esistenza di Dio, oltre che ridicole, non servono a nessuno (tranne a chi le propaga perché certo lo fa per soldi o per il successo), neppure alla scienza, che viene anch’essa snaturata nella sua “essenza”.

L’intelligenza razionale (facoltà dell’anima razionale umana) è ciò che fa dell’uomo il dominatore dell’universo, l’unico nel creato che sa di essere e che, con l’esercizio della sua volontà, può orientarsi liberamente al suo Ultimo e adeguato fine, contro ogni determinismo.

Sempre che voglia utilizzare questa sua facoltà secondo le leggi proprie, perché anche l’intelligenza razionale umana. per pensare bene deve seguire le leggi dettate dalla “natura” (altro concetto negato dalla modernità).

SECOLARISMO – No alla Vita Eterna

caduta dell’orizzonte dell’eternità, sulla parola eternità oblio e silenzio, quali le conseguenze:

· la terra diventa “l’aiuola che ci fa tanto feroci” (Dante A.), Beviamo e godiamo perché tanto moriremo. Viviamo allora anche a scapito degli altri, e il mondo diventa così una giungla
· l’annullamento di Dio: “Dio non esiste”, “Dio è morto”, l’uomo è dio.

La Risposta cristiana al secolarismo, che è la perdita della fede, risiede non solo nel dare una giustificazione razionale ma di scegliere di testimoniare un evento: l’incarnazione di Dio in Gesù.
(cfr – p. Cantalamessa, conversazioni d’Avvento 2010)

L’Incarnazione è il momento in cui l’eterno entra nel tempo, il quale da kronos diventa kairos, ossia: il tempo della salvezza

“poiché la vita si è manifestata
e noi l’abbiamo veduta e ne diamo testimonianza
e vi annunziamo questa vita eterna
che era presso il Padre
e che si è manifestata a noi…”  1 Gv, 1,2

Non solo Scrittura dunque, ma anche Testimonianza, e dunque anche la Chiesa che della testimonianza ne è garanzia. (Tradizione e Magistero).

Per il cristiano l’Eternità non è una speranza ma una Presenza. E’ il Verbo di Dio che si è incarnato nel tempo a Betlemme di Giudea, e che si incarna ancora oggi nelle Eucarestie dei nostri tabernacoli. Questa è la nostra esperienza del Cristo storico, e la prima grande testimonianza che gli rendiamo è attraverso le nostre Liturgie.

La nostra vita umana ha alla base una scelta fondamentale: la Fede. In questo senso la nostra vita è la “prova” della fede. Non perché la nostra fede verrà messa alla prova, al contrario: perché la nostra vita deve dare la prova della fede. Mi spiego meglio.

Vivere è scegliere la propria posizione davanti a Gesù, come già Egli, durante la sua vita terrena, chiese di fare ai suoi apostoli, domandando loro: “per voi io chi sono?”. La stessa domanda rimane sempre aperta per il fedele-apostolo, di ogni tempo, fino alla fine del tempo. Nella risposta a questa domanda c’è lo spartiacque tra inferno e paradiso.

Inoltre Gesù ribadisce :

“chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi invece disobbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio è sopra di lui” (Gv 2, 36).
“chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non incorre nel giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv 5, 24)
“Ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore” (Fil 2,11)

RAZIONALISMO – No alla Fede

Il ruolo della ragione, dono/facoltà donata da Dio all’uomo, non è nel negare ma nell’affermare Cristo. La sublimazione del potere della ragione non è dire no, ma sta nel dire Si a Dio. Che è inoltre anche l’esercizio della più grande libertà !

Cercate la verità, nella realtà e con onestà!

La Ragione ci è donata per arrivare a capire che Dio c’è; per portare l’intelligenza e la volontà fino alle porte della Fede, le porte della Casa di Dio.

Dalle creature si risale al Creatore, dalle leggi all’Ordinatore, dagli enti all’Essere. Il cammino della ragione si muove nella realtà, dove scopre criteri di credibilità, indicazioni procedurali tipiche dell’intelligenza, che se negate , come dicevo all’inizio, l’uomo dovrebbe rinunciare sia a pensare sia a pronunciare anche una sola cosa vera. Ma c’è stato in questo nostro tempo storico (fine II° inizio III° Millennio), l’autolimitazione della ragione, per la quale alla ragione c.d. “moderna” vengono fatti rifiutare i principi della metafisica, che sono per lei come l’aritmetica è per la matematica, condannandola così a non poter raggiungere l’essenza e la verità delle cose. Tutto questo perché non lo “vuole” fare, ma se lo volesse lo potrebbe, come ci ha dimostrato la storia del pensiero filosofico di tutti i tempi, il quale è sì intriso di tanti insuccessi e falsità e contraddizioni, ma anche intriso di tanta verità e di tanto metodo per raggiungerla. Ma la ragione, oggi, impedisce all’intelligenza la capacità sua propria che è quella di: intus-legere, appunto di leggere dentro la realtà e coglierne l’essere con le sue analogie per giungere alla formulazione della verità, quella verità utile per la vita umana sulla terra e abilitare per l’eterna. E’ proprio questa strada che ci porta a cogliere l’esistenza di un Dio-Creatore e a individuarne alcune caratteristiche, che comunemente vengono chiamate: attributi-trascendentali. Questo cammino è quello che conduce l’intelligenza fino alle soglie della fede. Da questo punto in poi l’intelligenza viene “presa in carico”, accompagnata, come fece Virgilio con Dante, nel regno della fede, Regno della Rivelazione, laddove Dio parlando di se, del suo Essere per Essenza, potenzia al massimo le stesse capacità della ragione umana, e la apre al sovra-sensibile che si rende “udibile” e “visibile” (nell’Incarnazione). Dio rivelando se stesso, nel contempo svela anche l’uomo all’uomo, perché gli rende nota la sua altissima vocazione, che detta nella maniera più semplice consiste nella: divinizzazione , o vita con Dio. E’ l’approdo al massimo sviluppo dell’uomo: l’autentica personalizzazione che coincide con la santità!.

Questa è la risposta, e la strada, più logica, più rispettosa e adeguata all’uomo che vuole essere Dio. Non Uomo senza Dio, non Uomo al posto di Dio, perché Dio stesso si è fatto Uomo, e si è messo così doppiamente al centro della storia (prima come creatore poi come presenza anche umana), ma Uomo – con – Dio, ecco la conciliazione di due realtà che non sono né contrarie né contrapposte, ma analoghe, avendo lo stesso orizzonte dell’essere in comune (una come datrice dell’essere, l’altra come ricettrice dell’essere), pur restando distinte, non confuse né irrimediabilmente differenti.

Questo cammino l’umanità l’ha saputo percorrere, a cominciare dalle popolazioni arcaiche, soltanto l’orgoglioso, ma stolto, uomo del nostro tempo che mentre esalta la ragione, fino ad intronizzarla come “dea” nella basilica di Notre-Dame di Parigi durante la rivoluzione francese, se ne limita poi l’uso. Dei tanti personaggi che affollavano gli alberghi di Betlemme nella Notte Santa, nessuno ricorda più il loro nome, ma è rimasto ben conosciuto, invece, il Nome di Colui che non trovò posto in quegli alberghi….!.. Allora, come oggi negli alberghi dei nostri cuori, delle nostre intelligenze, delle nostre case… tutti luoghi che sono divenuti desolati… tabernacoli vuoti, perché Gesù ne è stato cacciato fuori!

ame. – la redattrice del sito

2 ) …ed inoltre  tutta questa “meditazione orientale”,  a cui ricorre tanta gente, ci fa chiedere ancora:

Cos’è il Cristianesimo,

Non è meditazione orientale È preghiera. È incontro con un Tu (il Dio in noi)

Non è atletismo del corpo Ma è atletismo dello spirito

Il cristiano è un alpinista dello spirito, non un collezionista di medaglie. E la vita ascetica del cristiano e del Cristianesimo, non sale, bensì scende. Speleologi e alpinisti per percorrere le vie profonde dello spirito umano, a cominciare dal proprio.

È la via della Croce, non del successo, al fine di “prendere in carico l’umanità”, a cominciare da chi ho vicino, qui e adesso. Il “contagio” cattolico si fa da persona a persona, e non si tratta di proselitismo.

La meditazione trascendentale è sforzo dell’uomo verso l’alto, fino ad arrivare all’armonia di sé stesso, all’equilibrio interiore , alla quiete. Ma il cristianesimo non è questo.

Lo sforzo ascetico delle tecniche meditative orientali: Zen, Yoga, Induismo, Buddismo…. Sono sforzo verso l’alto, elevazione certo, la cui vetta però rimane chiusa. Non oltrepassa il creato, resta all’interno di esso. In effetti non è solo il nostro sforzo ascetico che può condurci a Dio. In questo caso non ci sarebbe stato bisogno della Incarnazione di Gesù, Lo sforzo ascetico ci vuole certamente, ma nel Cristianesimo questo sforzo-impegno dell’uomo verso Dio non è fare ginnastica o respirazioni, bensì è un qualcosa d’altro.

Semmai è impegno nel vivere le virtù. È farsi amiche le 7 sorelle: Prudenza, fortezza, giustizia, temperanza; Fede , Speranza, Carità! Cioè le Virtù cardinali e le Virtù teologali

È rispondere al Dio che parla (Rivelazione) , rispondendo con la Fede.

Più che meditazione il Cristianesimo può parlare di DIALOGO. Incontro dell’io umano con il Tu Divino. È impegnarsi con l’esercizio delle virtù a fare dentro di noi un posto affinché questo Dio Trascendente, possa venire ad abitare in noi:

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà

e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” – nel suo cuore – (Gv 14, 23-29)

Questo si realizza nel cristiano non con la meditazione trascendentale, che può essere un aiuto al rilassamento e quindi anche al raccoglimento, ma con la “Collaborazione alla Grazia” che ci viene dai Sacramenti e dalla conoscenza della Rivelazione . Sacramenti e Dottrina-catechesi dunque.

Se Dio ci ha creati senza di noi, non ci salva senza di noi. Perché ci ha creati liberi. E da quando ci ha creati donandoci l’essere, quel nostro particolare modo d’essere: “unico e irripetibile”, diveniamo anche collaboratori di Dio nel creare noi stessi. Diventiamo con Lui: con-creatori di noi stessi. Nel senso di portare a compimento proprio noi stessi insieme al progetto di Dio su di noi, nella fusione dello spirito e della volontà con quelli di Dio.

Ricordiamo che la ragione umana è fatta per esprimere l’essere, non un vago monismo-indefinito, ma l’Essere Infinito, che parla per primo all’uomo e l’uomo con le sue facoltà (che per analogia lo imparentano con tale Essere Sussistente), può capire e rispondere, e in questo lavoro c’è la realizzazione stessa dell’uomo. Questo è il fine della preghiera umana: accogliere la nostra creaturalità (come esseri provenienti da Qualcuno) e nella preghiera, che diventa dialogo quotidiano, rimanere in contatto con Dio, fin da ora e poi per l’Eternità. Realizziamo così , per connaturalità, il nostro essere “a immagine e somiglianza” di Dio (in virtù dell’analogia dell’Essere) ed entriamo nella preghiera continua.

L’anelito di Gesù non è avere dei bravi meditatori ma di abitare nel tabernacolo vivente che è il cuore umano. Egli è a casa sua nel cuore degli altri! Per questo l’uomo può dire: l’io (il mio me) è un Altro! Perché Dio è in noi, come “musica silenziosa”, che attende di essere ascoltata, scoperta.

Un po’ quello che Teresa d’Avila chiamava: il Castello interiore. Gesù stesso, con l’Eucaristia, vive in ciascuno di noi dal di dentro, allo scopo di condurci a noi stessi. Ed è nella cattedrale del nostro cuore in cui il Regno di Dio può veramente espandersi e attuarsi. Ed è per questo che entrare dentro di noi è veramente molto difficile, quasi più difficile che scalare l’Everest. Perché “legioni” di demoni si accampano contro di noi per impedirci di inoltrarci in questo cammino in profondità dentro noi stessi, invitandoci a restare solo alla superficie.

Alla meditazione orientale a noi cattolici viene proposto il pellegrinaggio dentro noi stessi. Pellegrinaggio al luogo del cuore per incontrare l’uomo nascosto del cuore, il vero noi stessi, quella persona che è in grado di incontrare il suo Dio dentro di sé e di dialogare con lui. Questo è il vero santo viaggio e pellegrinaggio da intraprendere. Non un pellegrinaggio in lungo, verso i santuari di questo mondo, ma un pellegrinaggio in profondità verso noi stessi e verso il nostro Dio che vuole incontrarci proprio al centro: di noi stessi, del nostro cuore, della nostra anima, della nostra intelligenza.

Ame. 15.7.2023

Leggi per approfondire l’argomentazione il documento della : Congregazione per la Dottrina della Fede dal titolo: “Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della Meditazione Cristiana” (15.10.1989) in:

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19891015_meditazione-cristiana_it.html#VI._METODI_PSICOFISICI-CORPOREI

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