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Settimo giorno - Vergine dell'ascolto
 

 

G. Canovai
 
 
 Maria, creatura dell'ascolto
 

O Maria, tu sei la creatura dell'attenzione interiore, del perfetto silenzio, dell'intenso e consumato ascoltare. Ti sei fatta povera e umile nel duro lavoro di ogni giorno: sei vissuta laboriosamente nel tempio, affaticata e stanca nella povertà di Betlemme, ti trascinasti povera nelle vie della terra, conoscesti le amarezze e le fatiche del quotidiano lavoro, ma nulla ti separò mai dall'attenzione interiore, dal continuo colloquio interiore, dal silenzioso e continuo ascoltare. Ascoltasti la parola del grande annunzio e la ricevesti discreta e serena; ascoltasti i canti degli angeli sulla culla del tuo Unigenito e li accogliesti umile e lieta; ascoltasti  la  parola dell'esilio e la seguisti confidente e paziente; ascoltasti la parola che tracciava sopra di te il vasto segno della croce, e l'accettasti forte e generosa; ascoltasti dal Signore la dura parola che non comprendesti e la chiudesti nel tuo cuore, in silenzio, come una gemma preziosa, e la difendesti contro tutte le cose della terra, proteggendola con un velo di amarezza accorata e rassegnata insieme, in cui si diffondeva già la indicibile tristezza del Calvario. Tu non perdevi una delle parole del Figlio; non perdevi una delle parole che pronunziava internamente lo Spirito, che t'aveva fatta feconda dell'infinito mistero dell'Incarnazione. Le ascoltavi e le raccoglievi tutte, o con la sollecitudine devota della Figlia verso la grande parola del Padre, o con l'intimità discreta di una Sposa verso la parola accesa dallo Spirito, o con la tenerezza amorosa della Madre verso le parole dolcissime del Verbo fatto in te carne della tua carne.


 

 
 
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