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Il Mistero Pasquale del Cristo

 

 

 

Vivere il Mistero Pasquale del Cristo

Vivere il Mistero Pasquale del Cristo !!! Che cos’é?

Ci sono giĂ  tante cose da fare nella Settimana Santa! Abiamo cerimonie, processioni, Via- Crucis, riunioni e veglie, senza parlare della penitenza. Cosa dobbiamo fare di piĂą?


Semplicemente usare tutti questi mezzi per vivere il Mistero Pasquale di Cristo. Oggi c’è  un linguaggio antico che torna a orientare la vita del popolo di Dio. Non diciamo più assistere alla Setimana Santa, ma partecipare del Mistero Pasquale di Cristo. Il popolo di Dio vive oggi la stessa fede con un altro linguaggio. Ora può comprendere meglio che la sua vita è unita alla vita di Cristo che ci unisce alla sua.

Che cos’è vivere il Mistero Pasquale di Cristo?
Gesù, prima di ritornare al Padre, ci ha lasciato il Vangelo perchè sia la sua vita  nella nostra vita. La Chiesa, lentamente ha organizzato la vita della comunità. Quando parliamo di vangelo ci ricordiamo anche degli insegnamenti degli apostoli che non furono scritti. E’ la tradizione. Con essa, la Chiesa ha organizzato la celebrazione della vita di Cristo nella nostra vita. E’ la Liturgia.

Come facciamo a celebrare la vita di Cristo?
La comunità si riuniva per la frazione del pane, questo era celebrare la Eucaristia in cui è presente la morte e la risurrezione del Signore. Nasce così la celebrazione domenicale. Dopo di che nasce la celebrazione della festa di Pasqua come la celebrazione più importante dell’anno. Dalla celebrazione della Pasqua nasce la celebrazione del digiuno del Venerdì e del Sabato Santo. Queste celebrazioni erano orientate al battesimo. La comunità faceva la preparazione per i battesimi digiunando e celebrando. E così siamo arrivati fino ad oggi. Così nacque la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo.

A partire dal IV secolo, le celebrazioni della liturgia in Gerusalemme  avevano una caratteristica importante: erano fatte nei luoghi dove successero i fatti della vita di Gesù. Leggendo la Parola di Dio, ricalcavano in certo modo i passi di Gesù. Così partecipavano di quello che era stata la vita di Gesù. I  riti esteriori come ripetendo i fatti, spiegavano l’azione di Dio nell’interiorità di ognuno.  Si può anche dire che quello che si realizza nei simboli esterni, Dio  lo realizza con la grazia divina in noi, riproducendo in noi l’immagine e la vita di suo Figlio. Pietro dice che il battesimo non consiste nella pulizia della sporcizia del corpo, ma  “nell’impegno preso con Dio di una coscienza retta, in forza della risurrezione di Gesù Cristo” (1 Pt 3,21).E’ una conoscenza esteriore che modella il nostro interiore: la nostra anima, il nostro cuore.

Praticamente funziona così: la comunità è riunita alla presenza dello Spirito Santo che garantisce l’efficacia del sacramento celebrato. La Parola di Dio proclama la presenza della salvezza che Cristo ci ha portato. I gesti, riti e simboli della comunità esprimono esteriormente quello che Dio realizza interiormente, nell’intimo di ognuno di noi. La buona disposizione personale è la condizione affinchè la grazia possa attuare efficacemente in noi. L’abbondante generosità di Dio conferisce  a ognuno la partecipazione della vita di Cristo e questo è vivere il Mistero Pasquale.Ciò che si vive nella Quaresima è un modo bello di approfondire  per se, la vita di Cristo.

 

Libera traduzion della redazione
da p. Luiz Carlos de Oliveira
Cssr-Brasile

 
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