Home Testi patristici sul Natale S. Leone Magno_ Disc. 1.
S. Leone Magno_ Disc. 1.
 
 

 

 

 

 Natale 2010    

 

 Discorsi Patristici sul Natale

 

Da San Leone Magno, papa (390-461),

discorso 1° sul Natale

 

Riconosci cristiano la tua dignità

 

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci!. Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perchè il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perchè si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perchè gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perchè è chiamato alla vita. Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l’impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l’assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte, fosse vinto da quella stessa natura che prima lui aveva reso schiava. Così  alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14). Essi vedono che la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera ineffabile dell’amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro altezza, quanto non deve rallegrarsi l’umanità nella sua miseria! O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perchè nella infinita misericordia con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi, e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo (Ef 2,5) perchè fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani. Deponiamo dunque “l’uomo vecchio con la condotta di prima (Ef 4,22) e, poichè siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano , la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler  tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.

 

              (dall’ufficio delle letture del giorno di Natale)

 

 

La Chiesa : Corpo Mistico di Cristo – Lumen Gentium n. 7

 

Il Figlio di Dio, unendo a sè la natura umana e vincendo la morte con la sua morte e resurrezione, ha redento l’uomo e l’ha trasformato in una nuova creatura. Comunicando il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli che raccoglie da tutte le genti. In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che, attraverso i sacramenti si uniscono in modo arcano e reale a lui sofferente e glorioso. Per mezzo del battesimo siamo resi conformi a Cristo.... Partecipando realmente del corpo del Signore nella frazione del pane eucaristico, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi: “Perchè se c’è un solo pane, noi tutti non formiamo che un solo corpo, partecipando noi tutti di uno stesso pane” (1 cor 10,17). Così noi tutti diventiamo membri di quel corpo e siamo membri gli uni degli altri...Lo Spirito unificando il corpo con la sua virtù e con l’interna connessione dei membri, produce e stimola la carità tra i fedeli. E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato ne gioiscono anche tutte la altre membra. Capo di questo corpo è Cristo... Tutti i membri devono a lui conformarsi, fino a che Cristo non sia in essi formato.. perchè poi ci rinnovassimo continuamente in lui, ci ha resi partecipi del suo Spirito, il quale unico e identico nel capo e nelle membra, dà a tutto il corpo: vita, unità e moto, così che i santi Padri poterono paragonare la sua funzione con quella che il principio vitale, cioè l’anima, esercita nel corpo umano...”

       
              

 

 
 
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